Alcune sperimentazioni storiche
Altre prove
PROVE RELATIVE ALL'IMPIEGO DELLA FORMULAZIONE MENDINI SU PIANTE DI BANANO, OLIVO, POMODORO E PROVE SU TERRENO, TERRICCIO, ACQUA STAGNANTE, FIORI RECISI
PROVE DI RESISTENZA A VARIAZIONI DI TEMPERATURA EFFETTUATE SU PIANTE DI BANANO DI TIPO “TIGRE”, TRATTATO CON BIO JKCXSOR


In data 7 aprile 2001, ha avuto inizio la sperimentazione su una pianta di banano proveniente da vivaio. Tale pianta è stata posta in vaso e collocata in un terreno a quota 800 mt., con temperatura ambientale (relativa al periodo indicato) diurna di circa 23 °C-24 °C e notturna di 8 C°-12 C°.
Verso la metà del mese di aprile si sono avute perturbazioni atmosferiche che hanno abbassato notevolmente le temperature, fino ad arrivare a registrare una minima di -3 °C, anche se relativa ad una notte soltanto.
Questo notevole sbalzo termico ha avuto come conseguenza la comparsa di una zona di sofferenza, come una bruciatura, presente sulla pagina superiore di tutte le foglie.
Dall’inizio della sperimentazione (7-04-2001) a tutt’oggi, la pianta di banano è stata sottoposta unicamente a trattamenti con BIO JKCXSOR ripetuti ogni 30 giorni (30-4-2001, 30-5-2001, 30-6-2001, 30-7-2001); la diluizione utilizzata è stata di 1:1000.
Alla fine del mese di giugno, la pianta è stata privata delle foglie rovinate.
RISULTATO: Avendo osservato costantemente l’andamento di crescita della pianta, si è notato che la sua parte centrale, anche se ha subito danni a causa delle notevoli variazioni termiche, è stata comunque in grado di riprendere lo sviluppo con vigore, presentando a tutt’oggi la crescita di 4 nuovi elementi fogliari e 3 figli.
La prova indicata è stata eseguita nel periodo 2000 - 2001 in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
Verso la metà del mese di aprile si sono avute perturbazioni atmosferiche che hanno abbassato notevolmente le temperature, fino ad arrivare a registrare una minima di -3 °C, anche se relativa ad una notte soltanto.
Questo notevole sbalzo termico ha avuto come conseguenza la comparsa di una zona di sofferenza, come una bruciatura, presente sulla pagina superiore di tutte le foglie.
Dall’inizio della sperimentazione (7-04-2001) a tutt’oggi, la pianta di banano è stata sottoposta unicamente a trattamenti con BIO JKCXSOR ripetuti ogni 30 giorni (30-4-2001, 30-5-2001, 30-6-2001, 30-7-2001); la diluizione utilizzata è stata di 1:1000.
Alla fine del mese di giugno, la pianta è stata privata delle foglie rovinate.
RISULTATO: Avendo osservato costantemente l’andamento di crescita della pianta, si è notato che la sua parte centrale, anche se ha subito danni a causa delle notevoli variazioni termiche, è stata comunque in grado di riprendere lo sviluppo con vigore, presentando a tutt’oggi la crescita di 4 nuovi elementi fogliari e 3 figli.
La prova indicata è stata eseguita nel periodo 2000 - 2001 in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE DI RESISTENZA A VARIAZIONI DI TEMPERATURA EFFETTUATE SU PIANTA DI OLIVO IN VASO, TRATTATO CON BIO JKCXSOR


Nel dicembre 2000, ha avuto inizio la sperimentazione su una pianta di olivo che è stata posta in vaso e collocata in un terreno a quota 800 mt.
Nel successivo mese di gennaio sono state registrate temperature minime intorno ai -14 °C.
Dopo le gelate, la pianta di olivo è stata collocata in una serra non condizionata, in cui si sono avute temperature che hanno raggiunto punte di - 10 °C.
Dall’inizio della sperimentazione a tutt’oggi, la pianta di olivo è stata sottoposta unicamente a trattamenti con BIO JKCXSOR ripetuti ogni 30 giorni; la diluizione utilizzata è stata di 1:1000.
Nel mese di aprile, l’olivo è stato ricollocato all’aperto e nel periodo maggio-giugno ha regolarmente fiorito e fruttificato.
RISULTATO: La pianta di olivo trattata ha dimostrato aver avuto un comportamento esattamente equivalente a quello di altre piante dello stesso tipo (non trattate) poste però a temperature che normalmente non scendono sotto gli 0 °C.
Lo stress indotto dalle ampie variazioni termiche è stato superato con ottimo risultato, ed a tutt’oggi la pianta vegeta perfettamente e presenta una folta chioma.
La prova indicata è stata eseguita nel periodo 2000 - 2001 in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
Nel successivo mese di gennaio sono state registrate temperature minime intorno ai -14 °C.
Dopo le gelate, la pianta di olivo è stata collocata in una serra non condizionata, in cui si sono avute temperature che hanno raggiunto punte di - 10 °C.
Dall’inizio della sperimentazione a tutt’oggi, la pianta di olivo è stata sottoposta unicamente a trattamenti con BIO JKCXSOR ripetuti ogni 30 giorni; la diluizione utilizzata è stata di 1:1000.
Nel mese di aprile, l’olivo è stato ricollocato all’aperto e nel periodo maggio-giugno ha regolarmente fiorito e fruttificato.
RISULTATO: La pianta di olivo trattata ha dimostrato aver avuto un comportamento esattamente equivalente a quello di altre piante dello stesso tipo (non trattate) poste però a temperature che normalmente non scendono sotto gli 0 °C.
Lo stress indotto dalle ampie variazioni termiche è stato superato con ottimo risultato, ed a tutt’oggi la pianta vegeta perfettamente e presenta una folta chioma.
La prova indicata è stata eseguita nel periodo 2000 - 2001 in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE DI RESISTENZA A VARIAZIONI DI TEMPERATURA EFFETTUATE SU PIANTE DI POMODORO POSTE IN TERRAPIENO E TRATTATE CON BIO JKCXSOR


In data 20 aprile 2001, ha avuto inizio la sperimentazione su 70 piante di pomodoro di tipo “Cencara” e “Alambra” (semi francesi) poste in vaso e sono state messe a dimora a quota 800 mt.
Le temperature ambientali hanno subito, a causa di forti perturbazioni atmosferiche, un notevole abbassamento che ha portato la temperatura diurna (con esposizione al sole) da circa 35 °C a 4 C°.
Di conseguenza le piante hanno subito un arresto vegetativo, che però è stato superato in breve con la ripresa del ciclo di crescita normale.
Dall’inizio della sperimentazione (20-04-2001) a tutt’oggi, le piante di pomodoro sono state sottoposte unicamente a trattamenti con BIO JKCXSOR ripetuti ogni 30 giorni; la diluizione utilizzata è stata di 1:1000.
RISULTATO: Al 1 agosto 2001, il controllo effettuato ha evidenziato che tutte le piante si sono sviluppate uniformemente, raggiungendo un’altezza media di 2,5 mt. ; inoltre, presentano una produzione media di 30-35 frutti per pianta, omogenei sia nella grandezza sia nell’ aspetto. I frutti, caratterizzati da una buccia lucida e polpa compatta a struttura granulare, hanno mostrato possedere anche un ottimo sapore.
La prova indicata è stata eseguita nel periodo 2000 - 2001 in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE SU COLTIVAZIONI EFFETTUATE SIA IN TERRENO AGRICOLO TRATTATO CON LETAME DI BOVINO SIA IN TERRENO AGRICOLO TRATTATO CON BIO JKCXSOR
Durata dell’esperimento: 3 anni
Nel 1987 si è effettuata la sperimentazione su terreno agricolo secondo il seguente protocollo:
A) terreno agricolo trattato con letame di bovino, area di mq.100 e posto ad una quota di 800 metri
B) terreno agricolo trattato con BIO JKCXSOR, area di mq.100 e posto ad una quota di 800 metri
Il trattamento del terreno B è stato effettuato con una diluizione 1:4000, ogni 30 gg., da maggio a settembre
I terreni A e B sono stati utilizzati per coltivazioni di pomodori, fagioli, cavoli, verze, piselli, ecc.
Alla fine del ciclo di coltivazione, le colture del terreno B trattato con JKCXSOR sono risultate migliori in quantità e qualità rispetto a quelle del terreno A trattato col letame bovino.
Nel 1989 il terreno A non risultava più idoneo alle coltivazioni perché progressivamente impoverito mentre il terreno B, regolarmente trattato, risultava fertile, di abbondante produzione, con frutti di aspetto e gusto pregevoli.
Le prove indicate sono state eseguite nel periodo 1987 - 1989, in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE SU TERRICCIO IN VASCHE POSTE IN SERRA
Durata dell’esperimento: 4 anni
In vasche poste in serra è stato messo del terriccio comune da colture (torba).
Il terriccio è stato trattato con BIO JKCXSOR diluizione 1:4000 ogni 30 gg. e coltivato ad ortaggi e fiori.
Si è constatato che il terriccio è rimasto vivo e produttivo senza bisogno di essere sostituito, ma solamente integrato in seguito all’asporto delle piante coltivate.
Le prove indicate sono state eseguite nel periodo 1986 - 1989, in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE SU ACQUA STAGNANTE CONTENUTA IN VASCHE
Durata dell’esperimento: 4 anni
Nel mese di ottobre 1986 sono state poste 2 vasche da 700 litri cad. all’aperto, riempite con acqua potabile di rubinetto, distanziate fra loro di 10 metri e nelle stesse condizioni ambientali.
Esclusivamente in una delle due vasche si è provveduto a diluire il composto nel rapporto di 1:4000. E’ stato effettuato un unico trattamento.
Nel successivo mese di aprile, sono state esaminate sia la vasca di controllo (non trattata) che quella trattata e la rispettiva acqua in esse contenute.
RISULTATO: L’acqua contenuta nella vasca di trattamento, a differenza di quella di controllo non trattata, presentava totale assenza di formazioni filamentose di mucillagine e licheni; inoltre, non presentava alcun odore sgradevole derivante generalmente dai fenomeni di imputridimento caratteristici dell’acqua stagnante.
Tale sperimentazione è stata ripetuta nello stesso periodo dei successivi 3 anni, ottenendo la conferma degli stessi risultati.
PROVE DI RESISTENZA E DURATA DI FIORI RECISI
La prova è stata effettuata su due 2 mazzi di fiori di campo dello stesso tipo posti in due diversi vasi aventi stesso volume.
Nell’acqua di uno solo dei due vasi sono state aggiunte 10 gocce di prodotto diluizione 1:1000.
L’osservazione effettuata dopo 10 giorni dall’inizio del trattamento, ha dimostrato come i fiori mantenuti per tale periodo nell’acqua trattata, abbiano resistito più a lungo mantenendo colore vivo, freschezza e profumo.
E’ stato osservato che, rispetto ai fiori di controllo mantenuti in acqua non trattata, non sono apparsi né fenomeni di marcescenza sugli steli, né di insecchimento; sorprendentemente, è stata invece notata la presenza di nuovi piccoli germogli. Inoltre, l’acqua non si è imputridita.
E’ stato richiesto a diversi fiorai di ripetere lo stesso tipo di esperimento anche con diversi tipi di fiori recisi; tutti hanno riscontrato lo stesso tipo di risultati testimoniandone il successo.
Le prove sottoindicate sono state eseguite nel periodo 2000 - 2001
Le temperature ambientali hanno subito, a causa di forti perturbazioni atmosferiche, un notevole abbassamento che ha portato la temperatura diurna (con esposizione al sole) da circa 35 °C a 4 C°.
Di conseguenza le piante hanno subito un arresto vegetativo, che però è stato superato in breve con la ripresa del ciclo di crescita normale.
Dall’inizio della sperimentazione (20-04-2001) a tutt’oggi, le piante di pomodoro sono state sottoposte unicamente a trattamenti con BIO JKCXSOR ripetuti ogni 30 giorni; la diluizione utilizzata è stata di 1:1000.
RISULTATO: Al 1 agosto 2001, il controllo effettuato ha evidenziato che tutte le piante si sono sviluppate uniformemente, raggiungendo un’altezza media di 2,5 mt. ; inoltre, presentano una produzione media di 30-35 frutti per pianta, omogenei sia nella grandezza sia nell’ aspetto. I frutti, caratterizzati da una buccia lucida e polpa compatta a struttura granulare, hanno mostrato possedere anche un ottimo sapore.
La prova indicata è stata eseguita nel periodo 2000 - 2001 in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE SU COLTIVAZIONI EFFETTUATE SIA IN TERRENO AGRICOLO TRATTATO CON LETAME DI BOVINO SIA IN TERRENO AGRICOLO TRATTATO CON BIO JKCXSOR
Durata dell’esperimento: 3 anni
Nel 1987 si è effettuata la sperimentazione su terreno agricolo secondo il seguente protocollo:
A) terreno agricolo trattato con letame di bovino, area di mq.100 e posto ad una quota di 800 metri
B) terreno agricolo trattato con BIO JKCXSOR, area di mq.100 e posto ad una quota di 800 metri
Il trattamento del terreno B è stato effettuato con una diluizione 1:4000, ogni 30 gg., da maggio a settembre
I terreni A e B sono stati utilizzati per coltivazioni di pomodori, fagioli, cavoli, verze, piselli, ecc.
Alla fine del ciclo di coltivazione, le colture del terreno B trattato con JKCXSOR sono risultate migliori in quantità e qualità rispetto a quelle del terreno A trattato col letame bovino.
Nel 1989 il terreno A non risultava più idoneo alle coltivazioni perché progressivamente impoverito mentre il terreno B, regolarmente trattato, risultava fertile, di abbondante produzione, con frutti di aspetto e gusto pregevoli.
Le prove indicate sono state eseguite nel periodo 1987 - 1989, in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE SU TERRICCIO IN VASCHE POSTE IN SERRA
Durata dell’esperimento: 4 anni
In vasche poste in serra è stato messo del terriccio comune da colture (torba).
Il terriccio è stato trattato con BIO JKCXSOR diluizione 1:4000 ogni 30 gg. e coltivato ad ortaggi e fiori.
Si è constatato che il terriccio è rimasto vivo e produttivo senza bisogno di essere sostituito, ma solamente integrato in seguito all’asporto delle piante coltivate.
Le prove indicate sono state eseguite nel periodo 1986 - 1989, in località Rovi e Praderie di S. Agnese (Civezzano, TN) in quota 800 mt.
PROVE SU ACQUA STAGNANTE CONTENUTA IN VASCHE
Durata dell’esperimento: 4 anni
Nel mese di ottobre 1986 sono state poste 2 vasche da 700 litri cad. all’aperto, riempite con acqua potabile di rubinetto, distanziate fra loro di 10 metri e nelle stesse condizioni ambientali.
Esclusivamente in una delle due vasche si è provveduto a diluire il composto nel rapporto di 1:4000. E’ stato effettuato un unico trattamento.
Nel successivo mese di aprile, sono state esaminate sia la vasca di controllo (non trattata) che quella trattata e la rispettiva acqua in esse contenute.
RISULTATO: L’acqua contenuta nella vasca di trattamento, a differenza di quella di controllo non trattata, presentava totale assenza di formazioni filamentose di mucillagine e licheni; inoltre, non presentava alcun odore sgradevole derivante generalmente dai fenomeni di imputridimento caratteristici dell’acqua stagnante.
Tale sperimentazione è stata ripetuta nello stesso periodo dei successivi 3 anni, ottenendo la conferma degli stessi risultati.
PROVE DI RESISTENZA E DURATA DI FIORI RECISI
La prova è stata effettuata su due 2 mazzi di fiori di campo dello stesso tipo posti in due diversi vasi aventi stesso volume.
Nell’acqua di uno solo dei due vasi sono state aggiunte 10 gocce di prodotto diluizione 1:1000.
L’osservazione effettuata dopo 10 giorni dall’inizio del trattamento, ha dimostrato come i fiori mantenuti per tale periodo nell’acqua trattata, abbiano resistito più a lungo mantenendo colore vivo, freschezza e profumo.
E’ stato osservato che, rispetto ai fiori di controllo mantenuti in acqua non trattata, non sono apparsi né fenomeni di marcescenza sugli steli, né di insecchimento; sorprendentemente, è stata invece notata la presenza di nuovi piccoli germogli. Inoltre, l’acqua non si è imputridita.
E’ stato richiesto a diversi fiorai di ripetere lo stesso tipo di esperimento anche con diversi tipi di fiori recisi; tutti hanno riscontrato lo stesso tipo di risultati testimoniandone il successo.
Le prove sottoindicate sono state eseguite nel periodo 2000 - 2001
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