La scoperta Mendini

 

Biografia essenziale di Alessandro Mendini


Alessandro Mendini nasce a Trento il 13 febbraio 1942 da padre artista-artigiano.
Già all’età di sei anni frequenta la bottega del padre, ed è lì che inizia il suo approccio col mondo minerale. Osservando la lavorazione dei metalli e dei relativi procedimenti chimici, la curiosità lo porta a formulare domande proprie di un cervello evolutivo che mosso dagli “infiniti perché” lo condurrà alle prime sperimentazioni. Tra queste, merita attenzione la captazione di onde magnetiche attraverso l’impiego di minerali in collegamento con masse vegetali.
E’ proprio con il passaggio dal minerale inerte alla biomassa vegetale , prima trasformazione dell’energia, che inizia la sua ricerca; essa avrà appunto come filo conduttore lo studio delle energie.
Nel 1956 egli approccia la formulazione di un liquido inorganico a base di minerali dalle molteplici applicazioni fra cui quella in grado di rigenerare naturalmente le piante, con meraviglia di coloro che nascostamente seguono dal vivo le sue sperimentazioni.
Nel 1978, dopo 25 anni di silenziosa ricerca, egli decide di evidenziarsi rendendo pubblica la sua scoperta. Nascono i primi rapporti con le istituzioni.
Inizia un calvario di torture psicologiche ed economiche messe in atto da chi voleva acquisire la paternità della formula. Nel 1981 fonda la JKCXSOR RICERCHE, il suo centro di ricerca dove effettua studi approfonditi sulle energie vitali e sull’intelligenza di base.
Nello stesso anno brevetta la sua scoperta come “liquido bio-dinamico ad onde composte per vegetali a fusto, biotrasduttore e convertitore magnetico – catalizzatore minerale – acceleratore della fotosintesi” che nel 1982 la Stazione sperimentale di San Michele all'Adige diretta dal dott. De Stanchina, sperimentandolo con successo, definisce “il principio della vita”. Nell’ottobre 1982 presenta alla Provincia Autonoma di Trento il progetto G4 relativo alla messa a punto di un sistema per la produzione di energia termica alternativa.
Dal 1983 al 1995 la floricoltura e vivai Nadalini prende in esame il liquido su varie specie di piante con eccellenti risultati; a tutt’oggi lo utilizza sulle proprie colture.
Dal 1984 al 1988 egli ne tenta la commercializzazione.
Nel 1985 viene contattato da un’azienda milanese interessata alla sua ricerca. Con essa avvia una collaborazione fino al 1988 ricevendo sostegno attraverso la commissione di strumentazioni per la captazione di energie. E’ in questo periodo che approfondisce ulteriormente i suoi studi, sviluppa importanti progetti e costruisce numerose strumentazioni elettroniche come i rivelatori multigamma autonomi portatili, il “multiprova” per la conduzione di analisi sulle strutture vegetali e altre strumentazioni per il controllo dell’energia G4.
Nel rapporto di fiducia creatosi egli mette a conoscenza che nell’ora e nel giorno del mese di ottobre del 1988 è avvenuta la prima reazione ricavando energia da una struttura di massa. Tale reazione viene denominata “foro nella materia di massa” con risultato di 1 millesimo di Volt e scarica controllata di 800 Volt.
Nel dicembre dello stesso anno riceve la comunicazione di chiusura del rapporto di lavoro. La delusione è talmente forte che nello stesso mese egli estingue, con atto notarile comunale, la Jkcxsor Ricerche.
Nel 1989 riprende l’attività artigianale di un tempo. Fino al 1997 continua a vivere anni di stenti ed umiliazioni inflitti dalla logica perversa del potere che alimenta interessi privati a spese dell’istituzione.
Nel 1999 nascono nuovi rapporti con il CNR Istituto di Medicina Sperimentale, l’Università La Sapienza di Roma, l’Università di Catania Dipartimento di Scienze Chimiche, che conducono con successo sperimentazioni in serra e pieno campo su grano, pomodoro, piante da frutto e da fiore, foraggio ecc.
In seguito ai risultati delle sperimentazioni sopra condotte e su espressa richiesta egli riavvia la produzione della formulazione con la Bio Jkcxsor e nel 2000 partecipa alla nascita di una società romana, dalla quale nel 2001 riceve la pesante richiesta di cedere gratuitamente la sua formula brevettata. Propenso a questo, ma solo a fronte di alcune clausole che finalizzano il progetto al benessere umanitario, successivamente presenta le sue dimissioni poiché tali richieste vengono tutte eluse.
Dal 2002 continua la ricerca per la AXS M31 di Zambanini Silvana che intraprende la sua attività concentrandosi unicamente sulla sua scoperta, quale reale innovazione per il sistema agricolo. Infatti, per la prima volta nella storia appare la creazione di una molecola a circuito chiuso in grado di lavorare per “cubatica” sul campo magnetico della pianta.
L’agricoltura, basata sulla chimica del ‘700, trova così nuovi orizzonti per superare lo stato di crisi in cui versa, proprio grazie al principio scientifico dell’energia da lui reso fisico.
Mette a punto nuovi ritrovati come Bio Aksxter M31, Bio Aksxter M32,e il potenziatore per Bio Aksxter per specifiche zone agricole, tutte evoluzioni delle precedenti formulazioni.
Sempre per la AXS M31 progetta e costruisce altre strumentazioni elettroniche quali il Q3 idromagnetozono e l’ XYG28 captatore di onde trasduttrici per la carica delle particelle inerti.
Supervisore privato alla ricerca e alla produzione, progetta il laboratorio del settore ricerca e affianca importanti protocolli avviati dall’assistenza scientifica, finalizzati allo studio ed al superamento di pesanti problematiche agricole quali lo scopazzo del melo e la sharka del pesco.
Nel 2005, vista l’odierna necessità, avvia l’iniziativa della bonifica gratuita dei terreni agrari mettendo a disposizione un bonificatore esclusivo ed unico al mondo, frutto della sua ricerca avanzata sulla microbiologia e sulle nanotecnologie.
Il 2006 è il 25° anniversario della formulazione brevettata e il 50° anniversario della sua scoperta.
Una scoperta che fonda “i nuovi paradigmi della scienza” dal punto di vista della fisica, della chimica, della biologia e di altri campi.
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